La trattativa infinita fra Alitalia ed Etihad : Quanti licenziati? 2500 0 4000?

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Quanti sono i dipendenti Alitalia che la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Etihad vorrebbe tagliare in caso di acquisizione del 40% del vettore italiano? Due mila e cinquecento, secondo il Corriere della Sera di oggi oppure quattro mila (un terzo del totale) a giudizio del Financial Times?

Questo fa differenza, insieme alla rinegoziazione del debito che Alitalia ha nei confronti di Unicredit e Intesa San Paolo e che Etihad (il cui amministratore delegato James Hogue ha incontrato ieri Matteo Renzi) non intende accollarsi. Ecco spiegate le ragioni per le quali questo matrimonio non si è ancora fatto nonostante venga annunciato ogni settimana.

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Chi sceglie i manager delle aziende pubbliche? Il governo italiano? No, è la City

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Spencer Stuart e Korn Ferry (come riporta a pagina 5 il Corriere della Sera di oggi “Eni, Enel e Poste. I nomi del cambio”) sono due società di consulting a cui il governo italiano ha dato il compito di  selezionare i nuovi manager pubblici che andranno a sostituire i vecchi, tra i quali a giudicare dai risultati ottenuti ce ne sono due che hanno operato per niente male, vale a dire Paolo Scaroni e Fulvio Conti, amministratori delegati di Eni ed Enel.

Per cambiare il corso economico italiano è necessario sostituirli, scrive il Financial Times e questo trova il Corriere della Sera e Repubblica perfettamente allineati con il giornale della City. A memoria è la prima volta che un governo italiano chiede aiuto a due “cacciatori di teste” americani (la cui sede centrale europea è a Londra) per cambiare il management delle sue aziende pubbliche. Trasparenza oppure siamo già stati comperati dallo straniero?

Letto sul Foglio. Il fondatore di Greenpeace accusa gli ecologisti di “crimini contro l’umanità” e spiega: “con il riso ogm 250 milioni di bambini che vivono ai tropici avrebbero la vitamina A”

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Opponendosi all’introduzione in Africa del riso ogm, Greenpeace e gli altri ecologisti si sono macchiati di “crimini contro l’umanità”. Ad affermarlo è stato Patrick Moore, icona verde e fondatore di Greenpeace, che oggi manifesta di fronte alle sue sedi inglesi. “Ci sono 250 milioni di bambini che vivono ai tropici e che mancano di vitamina A”, ha detto Moore. “Il golden rice può dare loro questa vitamina”. Diventato oggi un critico dichiarato del gruppo che un tempo ha lanciato assieme ad altri cinque paladini dell’ambiente, Moore sottolinea “realisticamente i notevoli benefici potenziali” che le coltivazioni geneticamente modificate possono apportare “all’ambiente, alla salute e all’alimentazione umana”.

Moore considera la guerra agli organismi transgenici “il caso più eclatante di ecologismo fuorviato” che la storia ricordi. “Ogni sciocco sensazionalismo messo in piedi da attivisti privi di ogni cultura scientifica finisce immediatamente nel telegiornale della sera. Il golden rice, una coltura geneticamente modificata che può contribuire a prevenire la cecità in mezzo milione di bambini l’anno, viene respinto da questi anti-umanità, che danno la precedenza alle proprie paure infondate invece che alla povertà nel mondo. L’Unicef stima che ogni anno due milioni di bambini muoiono per la mancanza di vitamina A. Il loro sangue è sulle mani di chi rende impossibile usare il golden rice”.

Un anno fa una delle più autorevoli riviste scientifiche, l’American Journal of Clinical Nutrition, ha dimostrato che il golden rice ha fornito a un gruppo di bambini cinesi un quantitativo ottimale di vitamina A. Greenpeace ha risposto distruggendo una piantagione di riso biotech nelle Filippine. Il movimento ambientalista ha condotto una campagna contro il riso dorato per più di un decennio, dicendo che si tratta di un diversivo inutile dalle reali cause di carenza della vitamina A. Moore controbatte dicendo che è “criminale” cercare di ingannare la gente in occidente dicendo che ci sono valide alternative al “riso d’oro” e che la tecnologia non è ancora pronta. “Dicono che è meglio mangiare secondo una dieta equilibrata con foglie verdi. Ma questi bambini non hanno accesso alle foglie fresche; vivono nelle baraccopoli urbane in condizioni di estrema povertà”. Moore ritiene inoltre che la vitamina in pillole non sia la risposta. “Ci sarebbe bisogno di fornire pillole di vitamine per 250 milioni di bambini”. Secondo Moore, alla creazione di Greenpeace nel 1970 c’era la convinzione che gli esseri umani dovessero essere parte della soluzione ai problemi ambientali del mondo. “Ci siamo opposti ai test nucleari perché eravamo contro la guerra nucleare, questa è stata la ‘pace’ di Greenpeace. Ma poi gli esseri umani sono stati raffigurati come i nemici della terra”.

Patrick Moore fa parte di una cinquina di padri nobili dell’ambientalismo convertiti all’ogm. Come Stewart Brand, nomen omen dell’ecologismo americano e fondatore della rivista The Whole Earth Catalog che vive a bordo di un rimorchiatore nella baia di San Francisco e che ha parlato a favore di “ogm vantaggio per la salute”. Come James Lovelock, il pioniere di Gaia, o George Monbiot. Come Norman Borlaug, premio Nobel per la Pace e “padre della rivoluzione verde”, a cui l’Accademia delle scienze degli Stati Uniti ha assegnato uno dei suoi premi più prestigiosi, la Public Welfare Medal, per la varietà di frumento resistente alle malattie che Borlaug aveva messo a punto e che ha scongiurato una catastrofe che avrebbe causato tra i 245 milioni e un miliardo di morti.

Così Borlaug ha difeso gli ogm: “Se avessimo dovuto produrre la quantità di cerali prodotta nel 1999 con le rese per ettaro del 1961 ci sarebbero voluti altri 850 milioni di ettari di terra fertile, ossia ci sarebbe servito radere al suolo e coltivare l’intera foresta amazzonica”. O come Mark Lynas, l’attivista radicale e violento che distruggeva personalmente coltivazioni ogm, passato di recente alla campagna per la diffusione del biotech. “Il dibattito sugli ogm è finito, non abbiamo più bisogno di discutere se siano o no sicuri”, ha detto Lynas. “Delle persone sono morte per aver scelto il biologico, ma nessuno è morto per aver mangiato ogm”. Nei giorni scorsi, perfino Peter Singer, il padre dell’utilitarismo filosofico, il paladino dell’ecologismo autore di “Come mangiamo”, ha spiazzato i fanatici dell’ecologismo vergando un saggio a favore del dannato riso Frankestein: “Gli ogm hanno un ruolo pubblico positivo”.

Giulio Meooti, Il Foglio, 27 febbraio 2014

Fiducia a Renzi: solo 169 voti ma per il Corriere dovevano essere 178

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Il governo Renzi ha preso 169 voti nel voto di fiducia. Sono quattro in meno rispetto al totale ottenuto da Enrico Letta, ma sono molto di meno rispetto ai calcoli e agli scenari avanzati dal Corriere della Sera fino a domenica 23 febbraio che prevedeva fino a 178 voti.

Secondo il Corriere ci sarebbe stata una spaccatura nel Movimento 5 Stelle i cui fuoriusciti avrebbero votato Renzi e si sarebbero aggiunti anche i voti provenienti da Gal (Gruppo Autonomi e Libertà), una specie di gruppo misto all’interno del centrodestra nato nel 2011 per appoggiare il governo Monti.

Conclusione: nessuna di questa previsione si è avverata e, forse complice l’ora tarda in cui è stata votata la fiducia (mezzanotte e mezza), oggi i giornali dimenticano di dare la rilevanza che meriterebbe alla risicatezza della maggioranza .

Tipi di patrimoniale

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Da quando Barca ce l’ha confermato per sbaglio nella telefonata-beffa rubata da Vendola-Cruciani (“e che, ci devo andare proprio io a fare la patrimoniale?”), è chiaro a tutti che tra le cose che il governo Renzi è stato chiamato a fare c’è una tassa sui “patrimoni privati”. Il problema è che il patrimonio può essere piccolo o grande, mobile o immobile. E’ forse in arrivo un’altra tassa sulla casa, ossia sul bene-rifugio del ceto medio in sofferenza e già bistrattato dall’Imu?

In realtà, la risposta c’è già e si trova nelle pagine da 231 a 234 del libro che ci racconta tutto quello che succederà (o dovrebbe succedere) in Italia nei prossimi anni: “Ammazziamo il Gattopardo” di Alan Friedman. La patrimoniale sarà sulle rendite finanziarie medio-alte, ossia sulla forma di ricchezza che rende l’Italia un paese (tuttora) ricco e in cui si sono rifugiati i capitali di cui la nostra economia ha ora disperatamente bisogno per ripartire. Ovviamente, la condizione imprescindibile è che i proventi della patrimoniale non se ne vadano in spesa pubblica improduttiva o nel pagamento di interessi sul debito…  Vedremo come andrà avanti la storia.

Swg sdogana il Cavaliere: miglior premier degli ultimi 20 anni

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Il sito e account Twitter Electionista ha pubblicato venerdì 21 febbraio i dati di un sondaggio della Swg dai quali emerge che negli ultimi 20 anni Silvio Berlusconi è stato il miglior premier italiano, al secondo posto si piazza Romano Prodi con il 16% e al terzo Mario Monti con il 5%.

Colpisce che il post è solo in inglese (e quindi scritto per essere divulgato nel circuito internazionale) e che la classifica sembra la medesima che emerge da libro di Alan Friedman “Ammazziamo il Gattopardo”.

Sembra quindi partita la campagna per sdoganare Berlusconi, nel senso di smetterla di parlare di lui, concentrandosi sui problemi veri del Paese: la riforma fiscale, del lavoro, della Pubblica Amministrazione. Verso i quali tutti non possono che concordare.

Report del Financial Times per gli abbonati: non preoccupatevi se in Italia cambia il governo, tanto gli investimenti sono guidati da eventi esterni

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Il Financial Times offre come servizio ai suoi abbonati un report sulle prospettive di investimento in tutto il mondo. Ecco cosa consiglia agli investitori italiani e soprattutto esteri, che sono interessati al nostro Paese.

“Le prospettive di investimento in Italia sono guidate da eventi esterni all’Italia. La direzione economica del Paese è controllata da Bruxelles (leggi Berlino) e il suo sistema bancario e i tassi sui titoli dalla Banca Centrale Europea. Il mercato dei titoli è stato buono per l’Italia recentemente, con lo spread sui titoli a 10 anni ai minimi dal 2006, e lo spread sui titoli a 2 anni ai minimi dal 2011
Gli investitori non si aspettano molto da Matteo Renzi, ma questo gli renderà più facile stupire positivamente i mercati. Purtroppo, sia la politica che la storia italiana sono contro di lui.”

La Bundesbank insiste sulla patrimoniale: il Corriere prima mette la notizia e poi la toglie

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Il sito del Corriere l’ha tenuta in home fino attorno alle 13 di oggi, poi l’ha tolta. Impossibile trovarla anche nella sezione interna dell’economia. Stiamo parlando dell’intervista  al presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, pubblicata ieri dal Frankfurter Allgemeine in cui la banca tedesca rilancia l’introduzione della patrimoniale in Italia. Nella repentina scomparsa della notizia dal sito del Corriere avranno forse avuto qualche responsabilità i risultati negativi della Borsa, attribuiti ufficialmente ai dati americani?
Se siete interessati a quanto detto da Weidmann potete andare sul sito di Repubblica per leggere la notizia: http://www.repubblica.it/economia/2014/02/20/news/bundesbank_patrimoniale-79112339/

Grosse Koalition: il caso del ministro dell’Agricoltura dimissionario per pedo-pornografia

Il Wall Street Journal di oggi informa, in prima pagina, che la Grosse Koalition sta fronteggiando una crisi che porterà il governo a un rimpasto dopo neppure due mesi dalla sua nascita. Il motivo è ancora più clamoroso riguardando Hans – Peter Friedrich, membro della Csu  partito alleato della Merkel e ministro dell’Agricoltura dimissionario, accusato di aver fatto uso di materiale pedo-pornografico quando era (solo) ministro degli Interni nell’ultimo governo Merkel.

Il caso, scrive il WSJ, è molto seguito dai media tedeschi per gli effetti sui rapporti tra i due principali partiti che guidano la Grosse Koalition e cioè la Cdu e la Spd.
E’ interessante notare come il Financial Times non se se sia ancora occupato e (ma questo non sorprende per nulla) come la nostra stampa (che non scrive nulla prima che sia stato pubblicato sulla bibbia della City) si occupi oggi di politica tedesca in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera nella pagina degli Esteri dal titolo: “Dormire in ufficio. Quattro ministri (tedeschi ndr) al risparmio”. E’ la superiorità tedesca, bellezza.  

Da Letta a Renzi via Friedman: tutto per la patrimoniale?

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Potrebbe essere la tassa patrimoniale la ragione del passaggio dal governo Letta a quello di Matteo Renzi. Ai più è sfuggita la notizia pubblicata dal Corriere della Sera e dal Sole 24 Ore il 27 gennaio 2014, riferita ad un report in cui la Bundesbank sollecitava i Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) ad adottare proprio la patrimoniale se volevano continuare ad avere il sostegno dell’Unione Europea.

Al governo Letta non si poteva chiedere di più avendo spremuto gli italiani ai massimi livelli, 55 miliardi solo dalle tasse sulla casa. Impensabile chiedergli di affrontare anche il capitolo della patrimoniale, era arrivato al capolinea. I passaggi che hanno portato alla sua caduta sembrano quindi una messa in scena (la drammatizzazione della spaccatura all’interno del Pd tra i renziani  e il resto del partito) per nascondere una decisione già assunta.

Con Renzi al governo si possono attuare misure come il salario minimo per i disoccupati (ed abbiamo accontentato i sindacati), assumere i lavoratori pagando solo i contributi previdenziali (ed abbiamo aiutato Confindustria) ed infine inserire, come una supposta, la tassa sul patrimonio degli italiani per colpire le rendite che fino adesso erano state risparmiate dai governi Monti e Letta. Per rendere il quadro politico adatto all’operazione bisognava riabilitare Berlusconi (con il libro del giornalista americano Friedman), dare un ruolo da protagonista a Romano Prodi (legato a Friedman, al Financial Times e alla tecnocrazia economica di Bruxelles e del Fondo Monetario) mai loquace come in questi giorni: è sui giornali ogni giorno. E in più con Friedman che proprio oggi sul Corriere della Sera parla di lui come l’unico, attraverso la “Terza Via”, ad aver tentato di riformare il Paese. Staremo a vedere.